Agostino sull’Eucaristia

Agostino, sermone 227.  Sulla liturgia pasquale: battesimo, unzione, eucaristia.

Memor sum promissionis meae. Promiseram enim vobis, qui baptizati estis, sermonem quo exponerem mensae Dominicae Sacramentum, quod modo etiam videtis et cuius nocte praeterita participes faces estis. Debetis scire quid accepistis, quid accepturi estis, quid quotidie accipere debeatis. Panis ille quem videtis in altari sanctificatus per verbum Dei, corpus est Christi.
Mi ricordo della mia promessa. Avevo infatti promesso a voi battezzati un discorso in cui avrei spiegato il sacramento della mensa del Signore (dominica), che vedete solo ora e di cui siete stati resi partecipi ieri sera. Dovete sapere cosa avete ricevuto, cosa riceverete e cosa dovete ricevere ogni giorno. Questo pane che vedete, santificato sull’altare dalla parola di Dio, è il corpo di Cristo.

Calix ille, immo quod habet calix, sanctificatum per verbum Dei, sanguis est Christi. Per ista voluit Dominus Christus commendare corpus et sanguinem suum, quem pro nobis fudit in remissionem peccatorum. Si bene accepistis, vos estis quod accepistis.
Questo calice, o meglio ciò che questo calice contiene, santificato dalla parola di Dio, è il sangue di Cristo. Con queste cose Cristo Signore ha voluto affidare il suo corpo e il suo sangue, che ha versato per il perdono dei peccati. Se le avete ben ricevute, siete ciò che avete ricevuto.

Apostolus enim dicit: Unus panis, unum corpus, multi sumus. Sic exposuit sacramentum mensae Dominicae: Unus panis, unum corpus, multi sumus. Commendatur vobis in isto pane quomodo unitatem amare debeatis.
L’apostolo dice infatti: “Un solo pane, un solo corpo, [anche se] siamo molti”. (1 Corinzi 10,17). Così descrive il sacramento della mensa del Signore: un solo pane, un solo corpo, noi siamo molti. In questo pane vi viene detto come dovete amare l’unità.

Numquid enim panis ille de uno grano factus est? Nonne multa erant tritici grana? Sed antequam ad panem vennt, separata erant; per aquam coniuncta sunt post quamdam contritionem.
Infatti, questo pane è fatto da un solo seme? Non c’erano forse molti semi di grano? Ma prima di diventare pane, erano separati; furono riuniti dall’acqua dopo una certa “contrizione”.

Nota: con il termine “contritio” Agostino indica allo stesso tempo i semi schiacciati e lo spirito contrito, quando chiede il battesimo per il perdono delle sue colpe.

Nisi enim molatur triticum et per aquam conspergatur, ad istam formam minime venit, quae panis vocatur. Sic et vos ante ieiunii humiliatione et exorcismi sacramento quasi molebamini.
Infatti, se il grano non viene macinato e cosparso d’acqua, non assume affatto quella forma che si chiama pane. Così anche voi, prima dell’umiliazione del digiuno e del sacramento dell’esorcismo, siete come grano macinato.

Accessit baptismum et aqua quasi conspersi estis, ut ad formam panis veniretis. Sed nondum est panis sine igne. Quid ergo significat ignis, hoc est chrisma olei? Etenim ignis nutritor Spiritus Sancti est sacramentum.
Il battesimo ha avuto luogo e voi siete stati immersi nell’acqua, in modo da prendere la forma del pane. Ma non c’è ancora pane senza fuoco. Che cosa significa dunque fuoco? È forse l’unzione (chrisma) con l’olio? Infatti, ciò che alimenta il fuoco [l’olio] è il sacramento dello Spirito Santo.

In Actibus Apostolorum advertite quando legitur; modo enim incipit liber ipse legi: hodie coepit liber qui vocatur Actuum Apostolorum. Qui vult proficere, habet unde. Quando convenitis ad ecclesiam, tollite fabulas vanas; intenti estote ad Scripturas. Codices vestri nos sumus.
Fate attenzione al libro degli Atti quando viene letto: infatti, è proprio ora che questo libro inizia a essere letto: oggi è iniziato il libro chiamato Atti degli Apostoli. Chiunque voglia progredire ha qui un punto di partenza. Quando vi riunite in chiesa, mettete da parte le vane favole, prestate attenzione alle Scritture. Noi siamo i vostri codici [libri].

Attendite ergo et videte, qua venturus est Pentecoste Spiritus Sanctus. Et sic veniet: in linguis igneis se ostendit. Inspirat enim caritatem qua ardeamus in Deum et mundum contemnamus et foenum nostrum exuratur et cor quasi aurum purgetur.
Fate attenzione, dunque, e vedete come lo Spirito Santo verrà a Pentecoste. Viene così: si mostra in lingue di fuoco. Infatti, ispira l’amore gratuito (charitatem) con cui bruciamo in Dio, disprezziamo il mondo, il nostro fieno è consumato e il cuore è purificato come l’oro.

Accedit ergo Spiritus Sanctus, post aquam ignis et efficimini panis quod est corpus Christi. Et ideo unitas quodam modo significatur. Tenetis sacramenta ordine suo.
Poi viene lo Spirito Santo, dopo l’acqua viene il fuoco, e voi diventate questo pane che è il corpo di Cristo. E allora, in un certo senso, l’unità è significata. Ricordate i sacramenti nel loro ordine.

Nota: I sacramenti nel loro ordine: dapprima Agostino ha ricordato e spiegato gli eventi sacramentali della notte di Pasqua: i catecumeni hanno ricevuto il battesimo con l’acqua, la cresima con l’unzione dello Spirito Santo e la comunione con il pane. Essi sono come chicchi di grano che devono prima essere macinati, cioè devono accostarsi al battesimo con spirito contrito per ricevere il perdono dei peccati ed entrare in una relazione filiale con Dio; poi, divenuti chicchi macinati, devono essere cosparsi di acqua come di farina per formare un unico impasto e quindi essere cotti dallo Spirito Santo che ispira loro la carità. Nel brano che segue, Agostino spiega come procede la celebrazione del pasto eucaristico, passo dopo passo.

Primo, post orationem, admonemini sursum habere cor; hoc decet membra Christi. Si enim membra Christi facti estis, caput vestrum ubi est? Membra habent caput. Se il cappuccio non è necessario, le membra non sono sufficienti.
In primo luogo, dopo la preghiera, siete avvertiti che i vostri cuori devono essere nell’alto [dei cieli]: questo si addice alle membra [del corpo] di Cristo. Infatti, se siete diventati membra di Cristo, dov’è il vostro capo? Le membra hanno un capo. Se il capo non avesse preceduto, le membra non avrebbero seguito.

Quo ivit caput nostrum? Quid reddidistis in Symbolo? Tertia die resurrexit a mortuis, ascendit in caelum, sedet ad dexteram Patris. Ergo in caelo caput nostrum. Ideo cum dicitur: Sursum cor, respondetis: Habemus ad Dominum.
Dov’è finito il nostro capo? Cosa avete detto nel Credo? Il terzo giorno è risorto dai morti, siede alla destra del Padre”. Quindi la nostra testa è in cielo. Così, quando si dice: “In alto il cuore”, rispondete: “Lo abbiamo presso il Signore”.

Et ne hoc ipsum quod cor habetis sursum ad Dominum, tribuatis viribus vestris, meritis vestris, laboribus vestris, quia Dei donum est sursum habere cor, ideo sequitur episcopus, vel presbiter qui offert et dicit – cum respondent populus: Habemus ad Dominum sursum cor -: Gratias agamus Domino Deo nostro, quia sursum cor habemus.
E affinché non attribuiate il fatto di avere i cuori in alto vicino al Signore alle vostre forze, ai vostri meriti e ai vostri sforzi, e poiché avere i cuori in alto è un dono di Dio, il vescovo, o il sacerdote che offre [il sacrificio], continua e – dopo che il popolo ha risposto: “Abbiamo i cuori presso il Signore” – dice: “Rendiamo grazie al Signore nostro Dio”, poiché abbiamo i cuori in alto.

Gratias agamus, quia nisi donaret in terra cor haberemus. Et vos attestamini dicentes: Dignum et iustum est, ut ei gratias agamus qui nos fecit sursum ad nostrum caput habere cor.
Ringraziamo perché se non ci avesse fatto un dono, il nostro cuore sarebbe sulla terra. E quindi voi affermate: “È degno e giusto rendere grazie a colui che ci ha fatto che abbiamo i cuori in alto, accanto alla nostra testa”.

Deinde post sanctificationem sacrificii Dei, quia nos ipsos voluit esse sacrificium suum, quod demonstratum est, ubi impositum est primum illud sacrificium Dei et nos – id est signum rei – quod sumus; ecce ubi est peracta sanctificatio dicimus Orationem Dominicam, quam accepistis et reddidistis.
Poi, dopo la santificazione del sacrificio di Dio, poiché egli ha voluto che noi stessi fossimo il suo sacrificio, come è stato dimostrato [sopra], dove prima questo sacrificio di Dio è posto [sull’altare] e ciò che noi siamo è significato dall’elemento materiale [del pane]; ecco che, quando la santificazione è avvenuta, diciamo l’orazione del Signore, che voi avete ricevuto e restituito.

Post ipsam dicitur: Pax vobiscum et osculantur Christiani in osculo sancto. Pacis signum est: sicut ostendunt labia, fiat in conscientia, id est, quomodo labia tua ad labia fratris tui accedunt, sic cor tuum a corde eius non recedat.
Dopo di che si dice: “La pace sia con voi” e i cristiani si baciano in un bacio santo. Questo è il segno della pace: secondo ciò che mostrano le labbra, così si fa nella coscienza, cioè come le tue labbra incontrano quelle del tuo fratello, così il tuo cuore non si allontana dal suo cuore.

Magna ergo sacramenta et valde magna. Vultis nosse quomodo commendentur? Ait Apostolus: Qui manducat corpus Christi aut bibit calicem Domini indigne, reus est corporis et sanguinis Domini. Quid est indigne accipere? Contemptibiliter accipere, irridenter accipere.
Questi, dunque, sono grandi sacramenti, anzi grandissimi. Volete sapere come vengono affidati? L’Apostolo dice: “Chi mangia il corpo di Cristo o beve il calice del Signore indegnamente è colpevole del corpo e del sangue del Signore”. (1 Corinzi 11:2). Cosa significa ricevere indegnamente? Ricevere con disprezzo, ricevere con derisione.

Non tibi videatur vile, quia vides. Quod vides transit, sed quod significatur invisibile non transit, sed permanet. Ecce accipitur, comeditur, consumitur. Numquid corpus Christi consumitur? numquid Ecclesia Christi consumitur? numquid membra Christi consumuntur? Absit. Hic mundantur, ibi coronantur. Manebit ergo quod significatur, quamquam transire videatur illud quod significat. Sic ergo accipite ut vos cogitetis, unitatem in corde habeatis, sursum cor semper figatis. Spes vestra non sit in terra, sed in caelo; fides vestra firma sit in Deum, acceptabilis sit Deo. Quia quod modo hic non videtis et creditis, visuri estis illic, ubi sine fine gaudebitis.
Che ciò non ti sembri senza valore, per il fatto che lo vedi. Ciò che vedi passa, ma ciò che è significato è invisibile e non passa, ma rimane. Ecco, viene ricevuto, mangiato e consumato. Ma il corpo di Cristo si consuma? La Chiesa di Cristo si consuma? Le membra di Cristo si consumano? Che ciò non sia.  Qui [le membra] sono purificate, là sono incoronate. Ciò che è significato, quindi, rimarrà, anche se ciò che significa sembra passare. Ricevete dunque riflettendo su voi stessi, avendo l’unità nel cuore e fissando sempre il vostro cuore in alto. La vostra speranza non sia sulla terra, ma nel cielo; la vostra fede sia salda in Dio e accettabile a lui. Perché ciò che non vedete ora, ma credete, lo vedrete là, dove gioirete senza fine.

Nota: Sulla nozione di sacramento. La parola sacramentum, etimologicamente, indica dove si trova qualcosa di sacro, cioè dove si trova la presenza sacra della divinità e quindi una realtà tangibile e visibile che racchiude la presenza sacra della divinità. Qui Agostino usa la parola sacramento per ogni momento della liturgia pasquale, dove una realtà terrena è segno di una realtà spirituale divina che opera nello spirito dell’uomo. La cosa visibile diventa sacramento attraverso le parole di Cristo, pronunciate dal vescovo o dal sacerdote durante la liturgia. Attraverso l’azione delle parole di Cristo, semplici elementi terreni come l’acqua, l’olio, il pane e il vino diventano segni di una realtà spirituale. Significano la presenza di Dio tra gli uomini, la sua azione invisibile nella mente degli uomini attraverso elementi visibili che sono segno di ciò che accade nello spirito di chi li riceve. Per esempio, coloro che ricevono degnamente il pane eucaristico sono riuniti come chicchi di grano che formano un solo pane nell’unità del corpo di Cristo. È lo spirito di Cristo che rende possibile questo, se chi lo riceve lo fa nel modo giusto, con dignità, con spirito contrito, cercando l’unità, allora tutto questo sarà dato da Dio e la sua sacra presenza sarà tra gli uomini che gli rendono grazie e sono così uniti a lui. Così, per esempio, c’è il pane, che è segno, perché significa l’unità dei cristiani in Dio, realizzata attraverso Cristo.

Agostino, Sermone 272. Sull’Eucaristia.

Hoc quod videtis in altari Dei, etiam transacta nocte vidistis: sed quid esset, quid sibi vellet, quam magnae rei sacramentum contineret, nondum audistis. Quod ergo videtis, panis est et calix; quod vobis etiam oculi vestri renuntiant: quod autem fides vestra postulat instruenda, panis est corpus Christi, calix sanguis Christi. Breviter quidem hoc dictum est, quod fidei forte sufficiat: sed fides instructionem desiderat. Dicit enim propheta: Nisi credideritis, non intellegetis.
Ciò che vedete sull’altare di Dio l’avete visto anche ieri sera, ma non avete ancora sentito cosa fosse, cosa significasse, o il sacramento di quale grande cosa contenesse. Ciò che vedete, dunque, è il pane e il calice; è anche ciò che i vostri occhi vi annunciano. Tuttavia, ciò riguardo a cui la vostra fede domanda di essere istruita è che il pane è il corpo di Cristo e il calice è il sangue di Cristo. Ciò che è stato detto è indubbiamente breve, il che potrebbe forse bastare alla fede: ma la fede desidera l’istruzione. Infatti il profeta dice: “Se non credete, non capirete”. (Isaia 7,9 versione dei Settanta).

Potestis enim modo dicere mihi: Praecepisti ut credamus, expone ut intellegamus. Potest enim in animo cuiusquam cogitatio talis suboriri: Dominus noster Iesus Christus, novimus unde acceperit carnem; de virgine Maria.
Infatti, a questo punto potreste dirmi: ci hai insegnato a credere, spiegaci affinché possiamo capire. Infatti, nell’anima di qualcuno potrebbe sorgere un pensiero come questo: “Sappiamo da dove nostro Signore Gesù Cristo ha preso la carne, dalla Vergine Maria.

Infans lactatus est, nutritus est, crevit, ad iuvenilem aetatem perductus est, a Iudaeis persecutionem passus est, ligno suspensus est, in ligno interfectus est, de ligno depositus est, sepultus est, tertia die resurrexit, quo die voluit, in coelum ascendit;
Da bambino fu allattato, fu nutrito, crebbe, fu portato alla giovinezza, soffrì la persecuzione da parte dei Giudei, fu sospeso al legno, sul legno fu ucciso, dal legno fu deposto, fu sepolto, il terzo giorno risuscitò, il giorno voluto, salì in cielo;

illuc levavit corpus suum; inde est venturus ut iudicet vivos et mortuos; ibi est modo sedens ad dexteram Patris: quomodo est panis corpus eius? et calix, vel quod habet calix, quomodo est sanguis eius? Ista, fratres, ideo dicuntur Sacramenta, quia in eis aliud videtur, aliud intellegitur.
Là ha innalzato il suo corpo; di là verrà a giudicare i vivi e i morti; là siede ora alla destra del Padre: in che modo il pane è il suo corpo? E il calice, o ciò che è nel calice, in che modo è il suo sangue? Per questo motivo, fratelli, queste cose sono chiamate sacramenti, perché in esse vediamo una cosa e ne comprendiamo un’altra.

Quod videtur, speciem habet corporalem, quid intellegitur, fructum habet spiritalem. Corpus ergo Christi si vis intellegere, Apostolum audi dicentem fidelibus: Vos autem estis corpus Christi, et membra.
Ciò che appare ha un aspetto corporeo; ciò che viene compreso ha un frutto spirituale. Se, dunque, volete capire il corpo di Cristo, ascolta l’Apostolo che dice ai fedeli: “Voi siete il corpo di Cristo e le membra”. ( 1 Corinzi 12:17).

Si ergo vos estis corpus Christi et membra, mysterium vestrum in mensa Dominica positum est: mysterium vestrum accipitis. Ad id quod estis, Amen respondetis, et respondendo subscribitis. Audis enim, Corpus Christi; et respondes, Amen.
Se dunque siete corpo e membra di Cristo, è il vostro mistero che è sulla mensa del Signore: ricevete il vostro mistero. Rispondete “Amen” a ciò che siete e, rispondendo, date il vostro assenso. Infatti, senti dire: “Il corpo di Cristo” e rispondi: “Amen”.

Nota: Qui Agostino descrive il rito della comunione al corpo di Cristo: il sacerdote alza l’ostia e dice: “Il corpo di Cristo” e il fedele che l’ha ricevuto risponde “Amen”, cioè, credo, così sia.

Esto membrum corporis Christi, ut verum sit Amen. Quare ergo in pane? Nihil hic de nostro afferamus, ipsum Apostolum identidem audiamus, qui cum de isto Sacramento loqueretur, ait: Unus panis, unum corpus multi sumus: intellegite et gaudete; unitas, veritas, pietas, caritas.
Sii un membro del corpo di Cristo, affinché il tuo “Amen” sia vero. Perché, dunque, nel pane? Ascoltiamo l’Apostolo stesso che, parlando più volte di questo sacramento, dice: “Poiché c’è un solo pane, noi, che siamo molti, siamo un solo corpo”. (1 Corinzi 10,17). Comprendete e gioite: l’unità, la verità, la pietà, l’amore gratuito.

Unus panis: quis est iste unus panis? Unum corpus multi. Recolite quia panis non fit de uno grano, sed de multis. Quando esorcizabamini, quasi molebamini. Quando battezzati estis, quasi conspersi estis. Quando Spiritus Sancti ignem accepistis, quasi cocti estis.
Un solo pane: chi è questo unico pane? Un solo corpo e molti [che lo formano]. Ricordate che il pane non è fatto da un solo grano, ma da molti. Quando avete ricevuto l’esorcismo, siete stati macinati. Quando siete stati battezzati, era come se foste stati bagnati. Quando avete ricevuto il fuoco dello Spirito Santo, è stato come se foste cotti.

Estote quod videtis, et accipite quod estis. Hoc Apostolus de pane dixit. Iam de calice quid intellegeremus, etiam non dictum, satis ostendit. Sicut enim ut sit species visibilis panis, multa grana in unum consperguntur, tamquam illud fiat, quod de fidelibus ait Scriptura Sancta: Erat illis anima una, et cor unum in Deum: sic et de vino.
Siate ciò che vedete e ricevete ciò che siete. Questo è ciò che l’Apostolo ha detto del pane. Per quanto riguarda il calice, ciò che potevamo capire, anche se non è stato detto, lo ha mostrato a sufficienza. Infatti, come per l’aspetto visibile del pane, dove molti grani sono uniti in uno solo, così è per il vino, come la Sacra Scrittura dice dei fedeli: “Avevano una sola anima e un solo cuore in Dio” (Atti degli Apostoli 4,32).

Fratres, recolite unde fit vinum. Grana multa pendent ad botrum, sed liquor granorum in unitate confunditur. Ita et Dominus Christus nos significavit nos ad se pertinere voluit, mysterium pacis et unitatis nostrae in sua mensa consecravit. Qui accipit mysterium unitatis, et non tenet vinculum pacis, non mysterium accipit pro se, sed testimonium contra se.
Fratelli, ricordatevi di cosa è fatto il vino. Molti grani pendono dal grappolo, ma il liquido dei grani si fonde nell’unità. Così il Signore Cristo ci ha detto che voleva che gli appartenessimo (pertinere) [fossimo uniti a lui], e ha consacrato il mistero della nostra pace e unità sulla sua mensa. Chi riceve il mistero dell’unità e non mantiene il vincolo della pace, non riceve il mistero a suo favore, ma una testimonianza contro se stesso.

Conversi ad Dominum Deum Patrem omnipotentem, puro corde ei, quantum potest parvitas nostra, maximas atque veras gratias agamus; precantes toto animo singularem mansuetudinem eius, ut preces nostras in beneplacito suo exaudire dignetur; inimicum quoque a nostris actibus et cogitationibus sua virtute expellat, nobis multiplicet fidem, mentem gubernet, spiritales cogitationes concedat, et ad beatitudinem suam perducat: per Iesum Christum Filium eius. Amen.
Rivolti al Signore Dio Padre Onnipotente, con cuore puro, per quanto lo permetta la nostra piccolezza, rendiamo a Lui il più grande e vero ringraziamento; appelliamoci con tutta l’anima alla sua unica benevolenza, affinché nel suo beneplacito degni esaudire le nostre preghiere. Scacci con la sua potenza il nemico dalle nostre azioni e dai nostri pensieri, moltiplichi per noi la fede, governi il nostro spirito, ci conceda pensieri spirituali e ci conduca alla sua beatitudine: per Gesù Cristo suo Figlio. Amen.